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E se assumessi un familiare?

Molti di noi sono abituati a venire assistiti dai propri familiari e questa condizione può ingenerare qualche equivoco in chi decide di iniziare un progetto di Assistenza Personale. Verrebbe infatti spontaneo assumere quello stesso familiare che ci aiuta già gratuitamente, tanto più se per starci accanto ha dovuto abbandonare il proprio lavoro. Con l’Assistenza Personale però abbiamo la possibilità di andare oltre al semplice riconoscimento economico della dignità del suo impegno nei nostri confronti. Possiamo sgravarlo da molti oneri assistenziali obbligatori. Per prendersi cura di noi di sicuro rinuncia a del tempo per se stesso e limita la sua vita sociale. Di solito i nostri familiari sono stanchi perché ci dedicano molte energie e assumendoli questa situazione non cambierà: non si diventa meno stanchi nel momento in cui si riceve uno stipendio. Uno degli scopi di Vita Indipendente è liberare la famiglia, in modo che i rapporti interni ad essa mutino e non abbiano più la qualità della dipendenza reciproca. La libertà che cerchiamo deve essere «nella famiglia, della famiglia, dalla famiglia». Il nostro consiglio è quindi: cercate altrove i vostri assistenti, sarete tutti più felici.

fonte: http://www.agenziavitaindipendente.venezia.it/images/stories/modulistica/manuale.pdf

Conclusione

di Claudio Cardinale

Condivido l’articolo da me sopra riportato per cui io preferirei non assumere un familiare, tuttavia non lo escluderei a priori. In una eventuale legge nazionale che renda esigibile il diritto alla Vita Indipendente dovrebbe essere lasciata la libertà di scelta.

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