Viaggiare lungo le autostrade e le statali italiane, per chi si muove in carrozzina elettrica, non è un viaggio, ma un percorso a ostacoli indegno di un paese civile. È ora che Autogrill e tutte le società che gestiscono i punti di ristoro smettano di pensare solo a riempire gli scaffali di prodotti inutili a prezzi gonfiati e inizino a investire sulla decenza e sull’accessibilità reale.
Il primo punto critico riguarda l’ingresso e l’uscita dei locali. È inaccettabile che nel 2026 esistano ancora barriere architettoniche all’ingresso: bisogna installare porte automatiche a fotocellula ovunque, per permettere a una persona disabile di entrare e uscire in totale autonomia, senza dover dipendere dalla cortesia dei passanti o dalla prontezza del personale.
Una delle offese più grandi alla mobilità è la presenza dei tornelli rotanti. Queste strutture sono l’antitesi dell’inclusione. I tornelli vanno rimossi e sostituiti con portelli meccanici automatici a fotocellula, che consentano il passaggio fluido di una carrozzina senza manovre estenuanti o blocchi fisici.
All’interno dei punti vendita la situazione non migliora. Le corsie sono spesso troppo strette o ingombrate da espositori pubblicitari che rendono impossibile muoversi agevolmente, soprattutto quando il locale è affollato. Una persona in carrozzina finisce incastrata tra la folla e la merce. È necessario riprogettare gli spazi interni per garantire corsie larghe e libere da ostacoli superflui.
Passando ai servizi igienici, la situazione diventa scandalosa. Definire “bagni” certi spazi è un eufemismo: si tratta spesso di luoghi fatiscenti dove le serrature sono rotte, impedendo la privacy e la sicurezza basilare. La manutenzione è inesistente e il livello di igiene è sotto lo standard minimo accettabile. Investite i proventi dei vostri prezzi rincarati per fare manutenzione costante e trasformare quelli che oggi sono cessi in veri bagni dignitosi.
Le società che gestiscono le soste autostradali hanno il dovere di garantire un servizio accessibile a tutti i clienti, senza distinzioni. Non è più tollerabile che il profitto venga prima del diritto alla mobilità e alla dignità personale.