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COMUNICATO STAMPA DI COMO DAL BASSO: DIRITTI ALL’AUTODETERMINAZIONE DELLE PERSONE CON DISABILITA’

COMUNICATO STAMPA DI COMO DAL BASSO: DIRITTI ALL’AUTODETERMINAZIONE DELLE PERSONE CON DISABILITA’

A CHE PUNTO SIAMO?
Il bando del Ministero del Lavoro e della Politiche Sociali per sperimentazioni su progetti di Vita Indipendente e inclusione sociale per le persone con disabilità auspica un “cambio di
paradigma” che richiede però la centralità e la progettualità della persona interessata e la partecipazione del mondo delle associazioni Como, 2 marzo 2015 – In questi giorni, nelle diverse regioni d’Italia, si sta giocando una partita importantissima intorno al bando del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (D.D. Min. n° 182/2014) inerente l’emanazione di “Linee guida per la presentazione da parte delle Regioni e delle Province Autonome di proposte di adesione alla sperimentazione del modello di intervento in materia di Vita Indipendente e inclusione nella società delle persone con disabilità”. L’ammontare del finanziamento a livello nazionale è di 10 milioni di Euro: una miseria, se si considera l’intera realtà, ma un passo avanti rispetto ai 3 milioni di Euro dell’anno precedente. Anche gli Ambiti Territoriali della provincia di Como hanno invitato le associazioni e le cooperative interessate a pronunciarsi su come utilizzare i finanziamenti assegnati dal Ministero alle rispettive Regioni.

Come ricorda Ida Sala, dell’Associazione ComodalBasso, espressione locale del Comitato Lombardo per la Vita Indipendente, “la vera posta in gioco per le persone con disabilità che si battono per il diritto a una Vita Indipendente in Italia è l’esito di quella che il bando definisce la sperimentazione di un modello di intervento unitario a favore del tema del diritto alla Vita Indipendente nei diversi territori regionali quale requisito essenziale per la piena inclusione nella società delle persone con disabilità”.

Attraverso questa sperimentazione il Ministero vorrebbe arrivare ad elaborare un modello omogeneo valido su tutto il territorio nazionale e da tale modello dipenderà il futuro del diritto di
scelta e di autodeterminazione delle persone con disabilità in Italia. Per il Ministero, infatti, quello che si va a intraprendere è un vero e proprio “cambio di paradigma”. Ma il risultato sarà quello che i movimenti per la Vita Indipendente chiedono insistentemente per uscire dai soliti circuiti assistenziali e ottenere finalmente uguali diritti di scelta e di autodeterminazione?

E’ questo il problema che si pongono i rappresentanti delle diverse associazioni, tra cui Rete Comasca Disabilità, il coordinamento interassociativo della provincia di Como, di cui anche ComodalBasso fa parte. La Regione Lombardia ha individuato alcuni ambiti, tra cui quello di Como, invitati a presentare un progetto che verrà finanziato con 100.000 Euro (dei quali 80.000 dalla Regione e 20.000 dall’Ambito Territoriale). Al tavolo di consultazione convocato lo scorso 18 febbraio, hanno partecipato anche i rappresentanti del Comitato Lombardo per la Vita Indipendente delle Persone con Disabilità, attraverso ComodalBasso. E a quel tavolo è stato necessario ricordare ai presenti che questo bando, per quanto deludente, è scaturito proprio dal paziente lavoro dei Movimenti per la Vita Indipendente, il cui sforzo sarà sempre orientato a spingere perché le poche risorse ad esso destinate siano erogate direttamente alle persone con disabilità, perché realizzino i loro progetti individualizzati. CdB/2

E ribadisce Ida Sala “Ancora una volta a qualunque tavolo ci troviamo a discutere, dobbiamo ricordare un concetto fondamentale, rivendicato fin dal 1991, quando il Movimento per la Vita Indipendente è nato in Italia. Infatti, l’assistenza personale è la chiave di volta per la Vita Indipendente per molte persone che dipendono dall’aiuto di altri nelle attività basilari della vita quotidiana (come alzarsi al mattino, utilizzare il bagno, provvedere alla propria igiene personale, ecc.) e che hanno vite limitate, spesso in residenze protette o in case con genitori e parenti costretti ad accudirli”. E prosegue “Adottando perciò il modello di autogestione dell’assistenza e utilizzando la figura dell’assistente personale, è possibile scegliere il proprio ruolo all’interno della famiglia, nelle amicizie e nella società, diventare a pieno titolo cittadini uguali e attivi, partecipando, senza più essere considerati un ‘lavoro’ o un ‘peso’ anche per le proprie famiglie”.
Al momento tutto lascia pensare che si sia molto lontani dal fornire risposte adeguate, se si considerano l’esiguità dei finanziamenti, l’impostazione del bando (che lascia ben poco margine alla libertà di scelta delle persone con disabilità), la tipologia dei soggetti invitati a concorrere, che spesso gestiscono servizi anche in antitesi col concetto di Vita Indipendente, la lotta impari che le persone con disabilità sono chiamate ad attuare nell’ambito della “spartizione” dei fondi.
E’ evidente che i responsabili degli Ambiti Territoriali molto potranno fare dando il giusto peso alle osservazioni espresse dai diretti interessati e qui si gioca la grande sfida del “cambio di paradigma” auspicato dal Ministero, anche perché c’è la forte convinzione che la battaglia che si sta conducendo non riguardi soltanto le persone con disabilità che conosciamo o contemporanee, ma anche quelle che lo diventeranno un giorno. E non riguarda solo il modo di intendere la disabilità in Italia, ma soprattutto il modo di pensarsi cittadini di una nazione libera e con diritti uguali per tutti, anche per rispetto alla Convenzione dell’Onu sui diritti delle persone con disabilità, ratificata per legge nel nostro paese nel gennaio 2009.
Per ulteriori informazioni:
Ida Sala
Via D Cristoforis, 1 – 22100 Como
Tel. 031267412 – email: [email protected]

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