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Comune di Milano: In zona 6 la politica gioca e fa mancare il numero legare quando si tratta di disabilità

Comune di Milano: In zona 6 la politica gioca e fa mancare il numero legare quando si tratta di disabilità

Premessa

Si ripete al consiglio di zona 6 quello che è capitato in tempo fa al consiglio di zona 3 su che ha preferito trattare dei cani rispetto a parlare di disabilità, il resoconto potete leggerlo qui.

Premetto che abito in zona 6 abbastanza vicino al consiglio di zona e che la temperatura ieri sera era accettabile per tornare a casa in carrozzina elettrica anche a sera inoltrata. Mi sono fatto lasciare li dal pulmino di ritorno dal lavoro senza passare da casa, avrei mangiato al mio ritorno, perché l’Isee è un argomento fondamentale per accedere ai servizi sociali. Di Isee legata alla disabilità ne ho già trattato già abbondamene trattato in questo sito con ben cinque articolo e tre testimonianze che potete leggere di seguito:

Analisi della bozza dell’Isee

Primo articolo

Secondo articolo

Terzo articolo

Quarto articolo

Quinto articolo

Sesto articolo

Testimonianze

Claudio Cardinale

Marco Campanini

Paola Spadoni

Ieri sera (8-5-2014)

Al consiglio di zona 6 il punto 7 dell’ordine del giorno era il seguente “Proposta relativa alla certificazione ISEE per prestazioni servizi sociali nell’ ambito della disabilità”. Ho fatto il mio intervento come libero cittadino poi la riunione nel consiglio di zona 6 è iniziata regolarmente al terzo appello per mancanza del numero legale. I primi quattro punti sono stati trattati molto velocemente. Il quinto punto, era la collocazione della Fiera di Sinigaglia, ha richiesto più tempo e un dibattito più serrato con emendamenti per modificare una delibera.

In Consiglio di Zona è presente un consigliere disabile Nunzio Palumbo (PD), che ho conosciuto a maggio dell’anno scorso quando erano stati tagliati dall’assessore Majorino i servizi legati alle persone con disabilità, quindi come utente del comune di Milano. Lui essendo una persona disabile conosce le nostre problematiche e sa che ci stanchiamo facilmente e abbiamo più esigenze delle persone normodotate. Mi ha chiesto che se volevo tornare a casa, io gli ho risposto si e lui ha chiesto l’inversione dell’Ordine del Giorno tra il punto sette e il punto sei visto che si faceva tardi, ero esauto ed affamato.  In quel momento si è scatenato il putiferio, Sono usciti tutti i membri dell’opposizione qualche consiliere di maggioranza per cui il consiglio non ha continuato.. Da notare che l’unico consigliere dell’opposizione rimasto era Claudio Rovelli (M5S) anche lui molto sensibile alle problematiche delle persone disabili, e qualche consigliere di maggioranza ma comunque è mancato il numero legale,

Io mi sono arrabbiato moltissimo e ho urlato parole non proprio nobili che oggi mi pento di aver detto nei confronti di due consiglieri di minoranza e chiedo perdono a loro. Tuttavia non è possibile che non si capisca un concetto molto semplice. Le persone con disabilità si stancano più delle persone normodotate per cui è un gesto di umanità andare incontro a chi ha più bisogno, se la politica ha perso quel gesto di umanità a cosa serve? A farsi gli sgambetti? E perché visto che deve trattare dei problemi delle persone? Poi si lamentano della disaffezione alla politica, un motivo ci sarà. Si facciano un esame di coscienza e si correggano da questi atteggiamenti puerili che non portano a nulla. Io mi sono fatto un esame di coscienza chiedendo perdono pubblicamente a quei due consiglieri di minoranza che ho preso a male parole, è così difficile essere uomini e compassionevoli nei confronti di chi ha bisogno?

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