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No al nuovo ISEE: come impatta la nuova bozza di legge su Paola

No al nuovo ISEE: come impatta la nuova bozza di legge su Paola

Cambio decisamente argomento, dopo una serie di articoli sulle vacanze estive ecco qui un nuovo fronte caldo, ma non riguarda la stagione estiva ma le vicissitudini in Parlamento.

Con il decreto "Salva Italia" il governo Monti ha decretato appunto, la revisione dell'ISEE, ecco qui cosa ci scrive Paola Spadoni e come influenzerà la sua vita se la legge in discussine sarà approvata così come oggi è.

Mi chiamo Paola Spadoni, sono di Roma e ho 58 anni. Ho preso la polio da bambina a soli 11 mesi e non ho mai camminato. Oltre ai problemi motori la polio mi ha colpito anche il diaframma dandomi gravi problemi respiratori a causa dei quali da bambina ho passato mesi nel polmone d'acciaio.
La mia infanzia e adoloscenza sono trascorse all'interno di vari istituti per persone disabili dato che allora per noi non era possibile frequentare scuole per bambini “normali”. Infatti certi diritti sono stati acquisiti solo dopo con il tempo e con le lotte. Le nostre famiglie erano costrette a metterci in quei posti perchè allora (parliamo di 40/50 ani fa) lo Stato italiano non riconosceva al cittadino disabile alcunchè. Non c'erano assegni di accompagno, non c'era l'assistenza domiciliare, non c'era il diritto al trasporto né la possibilità di frequentare scuole come tutti gli altri.
Non solo, ma l'invalidità veniva riconosciuta solo al compimento del diciottesimo anno di età e dietro richiesta di invalidità. Prima dei 18 anni tale invalidità non era riconosciuta; perciò quando avevi bisogno di una sedia a rotelle, stampelle, scarpe ortopediche, qualsiasi ausilio (che sappiamo quanto costano) te lo dovevi comprare. E ovviamente pochi potevano permettersi tale spese. Per tutti gli altri c'era l'istituto.
Ora, dopo anni di lotte, di sacrifici, le persone disabili sono riuscite a farsi riconoscere il diritto fondamentale a vivere una vita dignitosa anche se pur sempre difficile.
Personalmente, oggi vivo in una casa popolare dell'ATER in un bel quartiere di periferia insieme a mio marito di 73 anni e mia madre di 86 invalida anche lei. Viviamo delle nostre rispettive pensioni che non sono certo alte, tant'è che l'ISEE familiare oggi ammonta a 5700 euro. Vorrei precisare che con le leggi attuali la mia pensione di invalida civile e l'assegno di accompagno non rientrano nel calcolo ISEE.
Il comune inoltre mi riconosce l'assistenza domiciliare indiretta, mi riconosce il diritto di uscire di casa e quindi il diritto al trasporto. Inoltre gli ausili ortopedici. Tutte queste richieste vengono vagliate e autorizzate solo dietro presentazione dell'ISEE. ISEE che oggi ci consente di avere questi diritti e vivere, anche se a fatica, una vita tranquilla.
Oggi il Governo, con il decreto “salva Italia”, vuole trasformare in reddito tutti questi diritti e inserirli nel calcolo dell'ISEE. Questo è paradossale. Infatti per me che ho un ISEE reale di soli 5700 euro l'anno, mi verranno inseriti i 900 euro mensili per l'assistenza indiretta (10800 euro annui), la pensione di invalidità di 3500 euro annui, 5760 euro l'anno per l'assegno di accompagno e 3600 euro l'anno di trasporto disabili. In più i vari ausilii ortopedici ecc ecc. Quanto salirà questo ISEE? E io sarà realmente più ricca? Non credo proprio. Solo sulla carta. Perchè in realtà questi soldi non passano per le mie tasche ma sono già spesi alla fonte. Ma per lo Stato io sarò più ricca, c'è scitto nell'ISEE! E perciò non potrò più accedere ai servizi dai quali, voglio sottolineare, dipende la mia vita.
Perciò se dovrò rinunciare ai trasporti, farò una vita da reclusa in casa. Se dovrò rinunciare all'assistenza domiciliare farò una vita da barbona in casa, poiché non avrò nessuno che mi assista nella mia quotidianità. E vogliamo parlare di chi mi farà la spesa e mi cucinerà…..mangerò? E allora quale dovrà essere di nuovo la scelta forzata per poter sopravvivere?
Tornare nei posti in cui sono cresciuta 50 anni fa. R.S.A. No, questo non lo accetteremo mai; visto che per noi è una questione di vita lotteremo a tutti i costi, anche sopra le nostre forze.
Questo governo è un po' come Robin Hood che ruba ai ricchi per dare ai poveri; ma al momento che il povero diventa ricco gli sottrae tutto di nuovo. Così noi, dobbiamo dimostrare di essere poveri per accedere ai servizi, poi ti inseriscono quegli stessi servizi nel nuovo ISEE, diventi improvvisamente ricco e quindi ti ritolgono tutto. E tu sei più povero di prima.
Purtroppo tutta questa manovra sta passando nel silenzio, perfino le grandi associazioni che dovrebbero tutelarci non ci proteggono. I media ne parlano poco e sfugge all'attenzione di qualsiasi cittadino. Ma noi, nella nostra manifestazione del 31 luglio abbiamo voluto gridare no a questo ISEE e insieme a noi hanno gridato no tantissimi disabili singoli e hanno aderito 108 associazioni ma nessuno ci ha ascoltato. Nessuno è uscito dal Palazzo per sentire cosa avevamo da dire. Ma non ci arrendiamo. Io Paola Spadoni comunico a nome del Comitato 14 settembre e Coordinamento Nazionale famiglie di disabili gravi e gravissimi che da settembre se nulla sarà cambiato continueremo a batterci più decisi e più motivati del 31 luglio.
Spadoni Paola.

 

Presto scriverò anche come colpirà me e se qualcun'altro vuole condividere la sua storia sarà pubblicata poco tempo su questo sito.

 

 

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