Lettera aperta per il dr. Raffaele Tangorra del Ministero delle Politiche Sociali

Lettera aperta per il dr. Raffaele Tangorra del Ministero delle Politiche Sociali

Gentile Dr.Tangorra,
in occasione della V^ Conferenza sulla Disabilità a mezzo della presente vorrei esprimerLe la mia solidarietà e per come so fare ,anche la mia modesta collaborazione da cittadino consapevole ed attivo.In merito alla nostra C.ONU,da circa dieci lunghi anni ridotta ad una ratifica di maniera… i vari “osservatori”,declinati secondo le loro ascesi mondane ed ortodossie personali – organizzative,non hanno fatto nulla di efficace per aiutarLa a comprendere nel contesto olistico della CRPD-OP che cosa è la Vita Indipendente e sul crinale fra astrazione mentale e pragmatismo, lasci che ci provi il sottoscritto invitandola a riflettere sul seguente aforisma,auspicando che lo declini in prima persona:”Per Vita Indipendente s’intende vivere esattamente come vive Raffaele Tangorra in quanto persona portatrice di diritti umani,soggettivi ed inviolabili e tutto ciò a prescindere dalla normalità…nonché dal suo reddito,dall’età e dalle possibili inclinazioni naturali e culturali,dalle più recondite alle più manifeste“. Esimio dottore,stando ai tavoli avrà potuto notare che accanto e sotto di essi molti di noi indefessamente e pedissequamente la ammirano ed ossequiano tanto,risponda positivamente a tale forma sublimata di amore,da ora in poi li metta nelle condizioni di vivere come lei!….Per quando mi riguarda sono un caso patologico, tipaccio che ama solo se stesso,però stando nella posizione di chi è dentro e studia,impegnandosi in ciò che Max Weber chiamava verstehen;ritengo che tale singolare istanza pragmatica in stile british, se astratta nella giusta modalità e misura, possa essere generalmente illuminante ed esegetica al cospetto di reiterate e protervi stranezze ideologiche circa la “traduzione all’italiana….della CRPD” e da qui verso la lettura filologica in chiave inclusiva dell’ Art.19 rispetto a comunità-residenze (ovvero istituzioni totali),servizi…compartecipazione alla spesa (vedi feticcio ISEE,altra posizione pedestre annichilita in sedi Giudiziarie) e sperimentazione malamente sperimentata…. di un fatto antropologico e sociale quale è la nostra V. I. , già ampiamente sperimentata nel world system sin dagli anni ’70 del secolo breve,finanche nel nostro retrivo paese, in termini di faticose controtendenze da noi strappate presso alcune Regioni a partire dalla L.162/1998 e la stessa C.ONU nella sostanza sottolinea che nei contesti degli Stati Parte ratificanti, le positività precedenti vanno garantite per continuità.

Da Alto Dirigente dello Stato legittimamente dotato di potere di disposizione prenda atto che talune recenti e sonore bacchettate ONU,foriere di conseguenti immani e squallide figuracce globali a carico del ceto politico e dirigenziale tutto, si potrebbero elaborare anche a mezzo della riflessione culturale,incluso quella sanamente provocatoria,magari assunta al rango di nuova forma di linea guida…Lo sottolineo,visti gli esiti miserrimi di quelle sin qui prodotte in un pedissequo e stucchevole copia e incolla politico-burocratico da vecchio paradigma, maldestramente travestito da nuovo paradigma…Pur sapendo che tale passaggio cruciale preceda e vada ben oltre il suo autorevole ruolo di servitore dello stato,comunque lo riguarda.

Concludendo,chiunque sappia quanto segue: la V. I. oltre ad essere un atto giusnaturalistico della fattispecie di uno specifico-distinto LEA-LIVEAS a prescindere dall’età ed altri ostacoli elusivi funzionali a favorire portatori di esosi interessi in luogo di portatori di sostenibili DIRITTI,nel corpo della CRPD è indispensabile perché per la gamma complessiva delle non autosufficienze non vi può essere INCLUSIONE SOCIALE senza di essa. Da parte delle istituzioni osteggiare l’ esigibilità della V. I. è un male,tale prassi è indispensabile per il bene del sistema paese,immerso nei complessi turbinii del sistema mondo.
Attendendo un riscontro porgo

Distinti Saluti

Dr.Claudio Roberti

Napoli,15/09/2016.